La CittĂ  Futura

il progetto rossoverde per Portogruaro
 

No all’ospedale unico

1 giugno 2014
Pubblicato da La CittĂ  Futura

La LISTA ROSSOVERDE – LA CITTĂ€ FUTURA è contraria all’ipotesi di ospedale unico per tutto il territorio dell’Ulss10 e chiede il rafforzamento della sanitĂ  pubblica e delle sue strutture.

Notizie di stampa affermano che ormai spetta alla Conferenza dei sindaci decidere sulla relazione dei tecnici in merito alla localizzazione del nuovo ospedale, una struttura unica destinata a sostituire almeno tre delle quattro unità esistenti sul territorio dell’Ulss 10, il portogruarese-sandonatese, dove ci sono attualmente tre strutture pubbliche (a Portogruaro, San Donà di Piave e Jesolo) e una privata (la clinica Rizzola di San Donà).

Finora però ai cittadini di questo territorio non è data conoscenza delle ragioni di una simile opzione strategica. Si parla della necessità di ridurre i costi da un lato e di ottenere una struttura in grado di competere in eccellenza dall’altro. Ma non si conoscono i termini economici del piano, i costi ed i benefici, da parte di tutti, dell’Ulss 10, ma anche dei cittadini interessati.

In realtà è da anni che l’Ulss 10 conduce una politica di riduzione delle strutture, di taglio del personale e d’impoverimento dei servizi portogruaresi. L’ulteriore determinazione di marginalizzare la struttura di Portogruaro è stata comunicata con chiarezza nello scorso dicembre, programmando l’eliminazione nel 2015 dei reparti di Pediatria e Psichiatria, due funzioni fondamentali per un territorio, previste solo a San Donà. E si noti, anche la psichiatria portogruarese che è stata per decenni una riconosciuta eccellenza nazionale.

Pensare di togliere completamente l’ospedale a Portogruaro significa progettare in maniera precisa il suo impoverimento civile, la sua sofferenza sociale. Sappiamo tutti dei problemi economici del portogruarese; in particolare delle difficoltà nell’insediamento delle attività industriali, perché è a ridosso del Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale dove si possono avere notevoli vantaggi ad investire. Ma Portogruaro è sempre stato il capoluogo, il centro ed il riferimento di un’area geografica. Questa funzione è stata ottenuta nel tempo soprattutto per la logistica (strade e ferrovia), le scuole secondarie e l’ospedale, oltre che per ragioni commerciali.

Ma il consolidamento e la ripresa dello sviluppo civile del portogruarese non può prescindere dalla presenza dell’ospedale pubblico, che non è solo un luogo di lavoro per alcuni residenti, ma soprattutto il più vicino luogo di appoggio per chi ha bisogno. Nessun buon amministratore, come nessun cittadino del portogruarese può accettare l’idea di perdere l’ospedale. E non c’è maggioranza di organismo, come la Conferenza dei sindaci del Veneto Orientale, che possa prendere una simile, inconcepibile, decisione.

Invitiamo dunque tutti gli amministratori responsabili di tal decisione a non commettere un delitto verso questo territorio, verso i cittadini piĂą deboli, i bambini e gli anziani, quelli affetti da gravi patologie fisiche e psichiche, quelli che non hanno un reddito che permetta loro di trovare sul “mercato” sanitario la miglior soluzione, anche verso le famiglie piĂą deboli, quelle che non hanno la possibilitĂ  di coprire il deficit di assistenza sociale.

La necessità di avere le migliori prestazioni in strumenti e medici, le cosiddette eccellenze, concentrando tutto in un edificio in grado di competere a largo raggio, è semplicemente una colossale frottola o un falso problema, non distinguendo alcune analisi o terapie speciali dalla gran parte d’interventi, dalle prassi terapeutiche di routine ma fondamentali per tutti i cittadini.

Servono invece migliori servizi territoriali, sull’educazione alla salute, sull’alimentazione, sulla prevenzione, sulla riabilitazione, sulle cure da dipendenze (tossicodipendenze, ma anche dal gioco). Ma l’allargamento di questi non possono far rinunciare con superficialità al presidio ospedaliero, un riferimento fondamentale anche per gli operatori esterni, dai medici di base ai professionisti paramedici, dai volontari alle associazioni.

Noi rossoverdi non vogliamo l’ospedale unico, né a Portogruaro, né altrove.
Chiediamo che l’ospedale unico sia tolto dall’agenda del Veneto Orientale.
Chiediamo una seria discussione pubblica sui servizi, ospedalieri e territoriali, con l’obiettivo di renderli anche più efficienti, per tutti.
Chiediamo che vengano garantiti i servizi sanitari e sociali, soprattutto ai cittadini piĂą deboli e bisognosi.

(Portogruaro, 1 giugno 2014)

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2 Risposte a “No all’ospedale unico”

  1. Adriano Zanon scrive:

    Il blogger Stefano Zanet ha pubblicato il nostro comunicato con questa premessa.
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    Nel corso dell’ultimo e burrascoso consiglio comunale di Portogruaro, che si è svolto lunedì 23 giugno, anche il gruppo consiliare di maggioranza “Lista Rosso Verde-CittĂ  Futura” ha votato favorevolmente il documento contro l’ospedale unico.

    Quel documento – come ha fatto capire il sindaco Bertoncello – ha rappresentato la mediazione massima per compattare le varie forze politiche presenti nel consiglio comunale. Tuttavia in esso c’è un passaggio in cui si propone la cittĂ  del Lemene (per una serie di ragioni che riguardano la sua posizione geografica, la sua centralitĂ  dal punto di vista strategico-viario, ecc…) come sede ideale del ospedale unico. Nonostante questa chiara apertura verso una possibile nuova struttura sanitaria da realizzarsi nel nostro comune, la Lista Rosso Verde, come detto in precedenza, ha accettato il compromesso raggiunto tra i vari capigruppo e non ha preferito, come hanno fatto invece i consiglieri di maggioranza Sara Moretto e Cristian Moro, astenersi mettendo in imbarazzo il sindaco. E’ interessante allora rileggere un comunicato stampa, datato 1 giugno 2014, della lista Rosso-Verde in cui spiega nei dettagli il suo no all’ipotesi di ospedale unico nel Veneto Orientale.
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    Come vedete il blogger qui non esprime nessun giudizio e mette solo in evidenza il diverso comportamento rispetto a chi si è astenuto. Noi possiamo permetterci una battuta.

    I rossoverdi infatti hanno un obiettivo semplice, che crediamo giusto e realizzabile: non fare un nuovo ospedale. Ma neanche stavolta pensiamo che basti aver ragione e su questo ci si debba impegnare per distinguerci, come fosse una questione di principio. Certo, la questione è importante, importantissima, perciò preferiamo continuare a ragionare con tutti e preferiamo dare al Sindaco di Portogruaro il massimo sostegno su una linea che va, in qualche modo, nella nostra direzione, ostinata e contraria.

    Qualcuno invece pensa che questa sia proprio una buona occasione per distinguersi individualmente. Visto chi l’ha fatto, non ci siamo meravigliati neanche un po’.

  2. Adriano Zanon scrive:

    Qui si può vedere tutto il Consiglio comunale all’aperto del 16 giugno. L’intervento del capogruppo rossoverde Lucia Steccanella è al 46′.

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